Peacock feathers

Fuori dai bordi

Udaipur, India

44, 45, 46…
Ora scendo. La salita si fa ripida e io non pedalo più. Non ce la faccio.

Anche oggi non una nuvola a Udaipur. Il sole ci sta bruciando le strade, la terra, le nostre case. Se continua così, ci brucia anche i sorrisi.

Sono quasi le 10. I primi turisti stanno per uscire dal Palazzo. Questo caldo brucia anche il loro di entusiasmo.

“Peacock feathers?”
L’ho imparato per loro. Ma le piume non le vogliono. Sono interessati a me, al mio turbante e alla mia vecchia bicicletta. A volte mi fotografano di nascosto. A volte mi fotografano e basta. Ma non compra niente nessuno.

“Peacock feathers”, ci riprovo.

Camminano oltre, il sudore negli occhi.

Continuo per la mia strada, la bicicletta al fianco come un’ombra, il pedale che mi sbatte sul ginocchio. Non manca tanto al tempio.
Un dolcetto e qualche piuma la porto al Dio Vishnu. Il mio dono, la mia preghiera.
Che trovi un buon partito per la mia bambina.
Che la fortuna assista la mia famiglia.
Prego di vendere qualcuna di queste piume. Ne ho davvero bisogno, Vishnu.

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